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I nostri amici del sagittario sono dei grandi curiosoni, sono divoratori di libri e novità e tra le altre cose amano provare nuovi sapori, mescolare le consistenze, vanno matti per la cucina fusion e disdegnano quella monotona. Questo perché in ogni cosa che fanno hanno bisogno di misurarsi con sé stessi, ampliare i loro orizzonti, provare nuovi stimoli. Sono dotati di un’intelligenza vivace, curiosa e non accettano risposte scontate e approssimative tanto quanto i sapori nei piatti. Se invitate un sagittario alla vostra tavola, dovete essere preparati a ricevere domande, a volte anche con un tono un po’ provocatorio, perché il sagittario ama buttar un po’ di pepe nella conversazione, non tanto per creare polemica ma perché appunto ama alzare l’asticella per stimolare l’interlocutore. Pertanto, aspettatevi domande su come avete cucinato, perché avete scelto quell’ingrediente, in che ricetta lo avete scoperto, dove l’avete acquistato. Poi non pago vi chiederà se conoscete il sale della Papuasia e se avete provato a usarlo sopra la bistecca della mucca dell’Uzbekistan. Ma non fraintendete: il sagittario si intrattiene solo con chi lo stimola, pertanto la sua curiosità è una forma di interesse e apprezzamento nei vostri confronti. Insomma, se avete compreso la filosofia di questo segno dovete anche voi ampliare gli orizzonti, sconvolgere i canoni, mettervi in gioco. Piuttosto che una classica cena potete optare per un pasto in cui l’ordine delle portate sia provocatoriamente invertito oppure scegliere una location insolita come il bistrot di una libreria esoterica. È un segno con cui potete osare, con cui non dovete aver paura di essere voi stessi anche perché, se interessato il sagittario non smetterà di osservarvi, domandarvi, mettervi alla prova, finche’ non sarà convinto di avervi compreso. E chissà  che così facendo non vi permetta alla fine di scoprire di più qualcosa di voi stessi. 

Per questo segno così vivace abbiamo pensato a dei singoli piatti, non necessariamente alle portate di un pasto, proprio perché possiate scegliere come abbinarle, magari invertendo le porzioni. Per cui un piccolo assaggio di un primo può diventare un antipasto o viceversa. 

1 – Muffin di zucca, feta e curry: fusion tra il tradizionale muffin americano, la calda spezia indiana con la nota acida della feta che da più profondità al sapore. Si potrebbe iniziare con un bel rifermentato in bottiglia, ormai ogni regione ne ha più di uno con vitigni autoctoni, possiamo andare su qualcosa di rosato come un pinot nero dell’Oltrepò pavese. https://pennelisce.it/muffin-salati-con-zucca-feta-e-curry/

2 – Penne lisce radicchio, pere e caprino: un piatto strutturato che presenta una varietà di sapori. La nota amarognola del radicchio, quella dolce della pera, il tostato della nocciola e infine la nota acida del caprino, rendono questo piatto molto stimolante per un palato curioso come il loro. Con questo piatto stupendo nei colori e nei sapori possiamo abbinare un buon Prosecco, che è perfetto perché la bollicina sgrassa il sapore del caprino, e l’uva con cui viene prodotto il Prosecco Docg, cioè la Glera, ha profumi e sentori di pera. https://pennelisce.it/penne-lisce-radicchio-pere-e-caprino/

3 – Tiramisù di lamponi: il sagittario è molto celebrale ma altrettanto goloso, per cui niente di meglio per appagarlo che preparargli un tiramisù ma con dettagli insoliti come il biscuit al cacao al posto dei savoiardi, una crema al cioccolato e la nota acida del lampone e vedrete un bel sorriso di soddisfazione sul loro volto. Forse è anche possibile non abbinare nulla a questa delizia di dessert, se proprio ci volete bere qualcosa allora direi un buon passito di Pantelleria va sempre bene! https://pennelisce.it/tiramisu-cioccolato-e-lamponi/

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