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I Testaroli al pesto sono un piatto tradizionale della Lunigiana, zona al confine tra Liguria e Toscana. Ed ecco spiegato perché tradizionalmente sono conditi con il pesto.

La loro storia è antica e molto interessante, prendono il nome dal Testo in cui tradizionalmente venivano cotti. Oggi si trovano in vendita anche on line, tuttavia noi vi proponiamo la ricetta per farli a casa perché sono veloci, facili da preparare e da conservare.

Peraltro potete anche in questo caso preparare i dischi, tagliarli a rombi e congelarli. Avendo anch’essi un tempo di cottura minimo come gli gnocchi, costituiscono un ottimo primo veloce.

La presenza della farina integrale inoltre garantisce un apporto di fibra, rendendoli quindi più indicati rispetto agli gnocchi. La fibra infatti permette una più lenta assimilazione degli zuccheri evitando il picco glicemico. Inoltre sazia maggiormente percui i testaroli sono un buon compromesso per la linea rispetto agli gnocchi.

I testaroli si prestano benissimo ad essere conditi con i sughi più disparati come per esempio quello più ricco di noci, oppure con uno piu’ fresco di pomodorini e basilico. In base al vostro gusto potete giocare a dare a questo primo classico una nota creativa.

Se volete provare a fare il pesto in casa, provate il nostro che abbiamo preparato secondo le tecniche della ristorazione adattate alla cucina domestica.

Per il vino andiamo fuori zona e abbiniamoci un bel Verdicchio di Matelica Riserva, come il “Mirum” della Cantina Monacesca di Matelica. Raccolta manuale delle uve, lasciate in precedenza leggermente surmaturare in pianta per circa due settimane, ed immediata pressatura soffice senza uso di anidride solforosa, 18 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia. Grande complessità olfattiva: ampi sentori di mandorle tostate, cedro, miele e crosta di pane che in fase evolutiva sorprendono per la ancor maggiore espressività.
In bocca è una esplosione di potenza ed equilibrio, lunghissimo e profondo, ricco ed opulento.

CategoryDifficultyIntermediate

Yields4 Servings
Prep Time20 minsCook Time1 minTotal Time21 mins
 1 Vaschetta di Pesto di Penne Lisce
 100 g Farina Integrale
 100 g Farina 00
 350 g Acqua
 Sale grosso
 Olio
1

Avvertenze: prima di preparare i Testaroli dovete saper che è bene lasciar riposare la pastella un'ora per permettere alla farina di aprirsi e assorbire per parte l'acqua.

2

Mettete in una ciotola le due farine e mescolatele. Prendete l'acqua e versatela poco alla volta mescolando per amalgamare. Quando avrete ottenuto una pastella densa mettete a riposare un'ora.

3

Prendete una padella antiaderente e mettetela sul fuoco.

4

Quando la padella è rovente, versateci sopra un pochino di olio. Usando della carta assorbente rimuovete l'eccesso.

5

Versate una cucchiaiata di pastella e con un movimento veloce stendetela in modo circolare a formare un disco. Dovete agire in fretta perché tende ad attaccarsi e a rassodarsi velocemente. La pastella deve sollevarsi un po', facendo delle bolle.

6

Una volta che avete ottenuto un disco colorito, adagiatelo su un piatto e cospargetevi del sale grosso: eviterà che i dischi si attacchino tra di loro assorbendo l'umidità.

7

Procedete in questo modo finché avrete finito la pastella.

8

A questo punto tagliate i dischi in rombi e metteteli in una ciotola.

9

Preparate una pentola di acqua bollente salata e tuffateci i Testaroli per un minuto.

10

Nel mentre mettete il pesto in una ciotola e riscaldatelo con un pochino di acqua di cottura. Scolate i Testaroli, versate nella ciotola e mescolateli per condire. Guarnite con qualche foglia di basilico, una manciata di pinoli e un filo d'olio.

Vino in abbinamento
11

Per questa ricetta così famosa e così regionale, sarebbe troppo scontato abbinare un vino locale, Pigato o Vermentino Ligure... questi due vin bianchi vanno sicuramente bene, ma perché non andare fuori zona e abbinarci magari un bel Verdicchio di Matelica Riserva, come il "Mirum" della Cantina Monacesca di Matelica. Raccolta manuale delle uve, lasciate in precedenza leggermente surmaturare in pianta per circa due settimane, ed immediata pressatura soffice senza uso di anidride solforosa, 18 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia. Grande complessità olfattiva: ampi sentori di mandorle tostate, cedro, miele e crosta di pane che in fase evolutiva sorprendono per la ancor maggiore espressività.
In bocca è una esplosione di potenza ed equilibrio, lunghissimo e profondo, ricco ed opulento.

Ingredients

 1 Vaschetta di Pesto di Penne Lisce
 100 g Farina Integrale
 100 g Farina 00
 350 g Acqua
 Sale grosso
 Olio

Directions

1

Avvertenze: prima di preparare i Testaroli dovete saper che è bene lasciar riposare la pastella un'ora per permettere alla farina di aprirsi e assorbire per parte l'acqua.

2

Mettete in una ciotola le due farine e mescolatele. Prendete l'acqua e versatela poco alla volta mescolando per amalgamare. Quando avrete ottenuto una pastella densa mettete a riposare un'ora.

3

Prendete una padella antiaderente e mettetela sul fuoco.

4

Quando la padella è rovente, versateci sopra un pochino di olio. Usando della carta assorbente rimuovete l'eccesso.

5

Versate una cucchiaiata di pastella e con un movimento veloce stendetela in modo circolare a formare un disco. Dovete agire in fretta perché tende ad attaccarsi e a rassodarsi velocemente. La pastella deve sollevarsi un po', facendo delle bolle.

6

Una volta che avete ottenuto un disco colorito, adagiatelo su un piatto e cospargetevi del sale grosso: eviterà che i dischi si attacchino tra di loro assorbendo l'umidità.

7

Procedete in questo modo finché avrete finito la pastella.

8

A questo punto tagliate i dischi in rombi e metteteli in una ciotola.

9

Preparate una pentola di acqua bollente salata e tuffateci i Testaroli per un minuto.

10

Nel mentre mettete il pesto in una ciotola e riscaldatelo con un pochino di acqua di cottura. Scolate i Testaroli, versate nella ciotola e mescolateli per condire. Guarnite con qualche foglia di basilico, una manciata di pinoli e un filo d'olio.

Vino in abbinamento
11

Per questa ricetta così famosa e così regionale, sarebbe troppo scontato abbinare un vino locale, Pigato o Vermentino Ligure... questi due vin bianchi vanno sicuramente bene, ma perché non andare fuori zona e abbinarci magari un bel Verdicchio di Matelica Riserva, come il "Mirum" della Cantina Monacesca di Matelica. Raccolta manuale delle uve, lasciate in precedenza leggermente surmaturare in pianta per circa due settimane, ed immediata pressatura soffice senza uso di anidride solforosa, 18 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia. Grande complessità olfattiva: ampi sentori di mandorle tostate, cedro, miele e crosta di pane che in fase evolutiva sorprendono per la ancor maggiore espressività.
In bocca è una esplosione di potenza ed equilibrio, lunghissimo e profondo, ricco ed opulento.

Testaroli al Pesto.

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